Video Marketing. Le cose da sapere per iniziare con efficacia

Il video è un’arma potentissima per creare consapevolezza e coinvolgimento attorno alla tua Non Profit, sia verso coloro che non ti conoscono ancora, sia verso i tuoi fedelissimi follower. Con un video, smartphone alla mano, puoi raccontare la tua mission, suscitare e risvegliare emozioni, muovere all’azione. Per questo può essere un potente strumento strategico di brand awareness e fundraising.

Vuoi imparare a raccontare la tua organizzazione e le sue attività alla tua community online?

La guida Video Marketing. Le cose da sapere per iniziare con efficacia è dedicata a tutti coloro che vogliono avere una chiara prospettiva sul ruolo dei video nel mondo dei social media, del web marketing e dei fenomeni virali della rete, e conoscere strategie e strumenti relativi al video marketing per iniziare una strategia per la loro non profit.

Un ringraziamento particolare a Franco Ricchiuti, founder di House264 – The place for Tubers, che ha tenuto un webinar gratuito su questo tema per la TechSoup Academy, e di cui questo articolo è un breve resoconto.

Scoprirai cosa puoi fare a partire da adesso per iniziare a fare video marketing come si deve.

 

PERCHÉ È IMPORTANTE FARE VIDEO OGGI?

Lo scenario del digital è in continua evoluzione, come dimostra l’analisi Digital 2018, che offre dati aggiornatissimi sull’uso della Rete, delle piattaforme digitali e dei social media in Italia (per vedere i dati sull'Italia clicca qui e consulta le slide da 43 a 79).

Dall’analisi emerge un dato importante: i contenuti video saranno sempre di più l’asse portante non solo dell’informazione di base, ma anche dell’interrelazione tra individui e individui e tra individui e piattaforme. I contenuti video saranno privilegiati sempre di più dalle piattaforme social come lo stesso Facebook - che solo in Italia ha un pubblico di oltre 5 milioni di persone tra i 18 e i 64 anni che utilizzano il social network in maniera attiva – perché i video generano il più alto tasso di engagement con gli utenti (commenti, condivisioni, interazioni).

Secondo i dati, la prima attività che il pubblico italiano dei social media svolge tramite i propri device mobile è proprio guardare video.

COSA SIGNIFICA FARE NARRAZIONE ATTRAVERSO I VIDEO?

Se vogliamo iniziare ad usare il video per raccontare la nostra attività, coinvolgere la nostra community o fare fundraising, dobbiamo innanzitutto identificare l’elemento guida che può aiutarci ad essere compresi dalla nostra community e a coinvolgere le persone che vogliamo raggiungere.

LASCIATI ISPIRARE

Sapevi che negli ultimi anni i video più premiati al Festival della Creatività di Cannes – il più importante appuntamento per i creativi di tutto il mondo - sono quelli dedicati al Non Profit?

Se vuoi costruirti un senso critico e allenarti per creare video efficaci, la prima cosa che ti consigliamo di fare è andare a scoprire cosa fanno le altre organizzazioni Non Profit come la tua, e iniziare una ricerca creativa davvero stimolante per esempio su YouTube.

Di seguito abbiamo selezionato alcuni esempi di organizzazioni Non Profit che hanno saputo raccontare la loro attività e inviare un messaggio alla loro community attraverso i video utilizzando tecniche narrative e punti di vista innovativi: 

Così ha fatto la francese Mimi Foundation, che assiste malati di cancro, con la campagna “If only for a second” 

Per raccontarsi si è concentrata non sui donatori, destinatari del video, ma sui beneficiari delle sue attività, facendo emergere il forte legame emotivo ed empatico con le persone che assiste attraverso una modalità spettacolare, che sdrammatizza l’elemento della malattia generando comunque un fortissimo coinvolgimento emotivo nei destinatari di una campagna di sensibilizzazione e fundraising.

L’associazione Prevent gun violence affronta invece una delle più grandi contraddizioni della società americana, il possesso e l’uso delle armi, nella campagna “Guns with history”

Il video parte da una profonda conoscenza del proprio pubblico, e dalla consapevolezza che lavorare sul problema non ha alcun effetto (il mercato delle armi negli USA è in continua crescita), quindi lavora su un percorso narrativo che possa suscitare interesse e coinvolgimento in maniera differente: sensibilizzare direttamente le persone che vogliono acquistare un’arma raccontando loro i devastanti effetti scatenati in passato da quegli stessi oggetti che si apprestano a comprare.  

Si tratta di un espediente narrativo di fortissimo impatto e di grande efficacia, capace di avvicinare istantaneamente il pubblico generando consapevolezza e adesione.

L’associazione Age UK racconta invece la creazione di un “indice della solitudine degli anziani” con il video “No one should have no one”  

 

Un altro punto fondamentale da sottolineare è: L’IDEA PRIMA DI TUTTO

Se hai una buona idea, questa arriva, anche se il tuo video è semplice, e sfonda le barriere dell’attenzione e il cuore del pubblico indipendentemente dal budget che hai a disposizione per realizzare il tuo video.

Così accade per il video “Anything but sorry” dellaFondazione canadese sulla Sindrome Down, che parte da un principio di base, dall’ultima cosa che ti vuoi sentire dire quando ti nasce un figlio: mi dispiace.

È un video dal budget bassissimo, molto semplice, ma che grazie ad una call to action molto chiara (mandare un video anche col telefono con il “caldo benvenuto” che vorresti sentirti rivolgere alla nascita di un figlio) veicola in modo solidale, positivo ed empatico il suo messaggio a sostegno della vita.

10 PICCOLI TRUCCHI PER FARE VIDEOMARKETING COME SI DEVE

1. Trova una storia da raccontare, e cerca di raccontarla da una prospettiva che può anche essere laterale rispetto alla mission della tua organizzazione

2. Documenta il più possibile ciò che fai, anche ciò che sembra marginale. Sono sufficienti video amatoriali realizzati con lo smartphone: è materiale prezioso per arricchire, grazie al montaggio, la tua storia

3. Non dare nulla per scontato: l’attività che si svolge ogni giorno nella tua organizzazione è ciò che la rappresenta. Non stancarti di raccontarlo! Grazie alle piccole storie quotidiane coinvolgerai il tuo pubblico e costruirai nuove opportunità di fundraising.

4. Ogni canale digitale ha un suo ruolo: costruisci il tuo ecosistema digitale e racconta la tua attività su ogni canale in maniera appropriata.

E ricorda: meglio un video fatto in modo appropriato su un solo canale che lo stesso duplicato su tutti in modo indistinto.

5. Se giri i tuoi video con il telefono, fai attenzione all’orientamento dello smartphone in base all’uso che farai delle immagini. La visione orizzontale è molto più usabile e consona all’utilizzo degli utenti. 

6. In piedi o seduti, trova la posizione più comoda, NON ondeggiare o muoversi troppo, sia se si gira il video, sia se ne si è il protagonista

7. Elimina gli intercalare mentre parli! Fai delle prove, ascoltati e correggiti

8. Attenzione alle pause di riflessione nel racconto! Fai delle prove, elimina i finali allungati, le esitazioni ecc.

9. Attenzione all’audio! È il più grosso limite degli smartphone: niente video in ambienti rumorosi, meglio utilizzare anche un microfono esterno.

10. Attenzione alla luce: gira video in ambienti luminosi (meglio luce naturale) o fai luce con altre fonti.