TechSoup Incontra: un aperitivo con Stefano Sala e Vincenzo Linarello

Written by TechSoup Italia on September 27, 2017

Il 14 settembre è ripartita alla grande in Cariplo Factory la seconda stagione del format "TechSoup Incontra. Un aperitivo con...". Ospiti  nel salotto TechSoup due personaggi di grande spessore umano e imprenditoriale: Stefano Sala, AD del Gruppo Per e Presidente di SocialTechno Impresa Sociale (da cui nasce TechSoup Italia), e Vincenzo Linarello, Presidente del Consorzio GOEL.

Con il loro aiuto, partendo da due punti di vista differenti solo in apparenza, quello del Profit e quello del sociale, abbiamo approfondito un tema importante e complesso: "L’efficacia dell’etica per fare impresa (sociale)".

 

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Avere una grande mission

La storia di Stefano Sala, per anni manager in grandi multinazionali e dal 2007 imprenditore nel settore dei servizi per la risoluzione di emergenze legate a sinistri come incendi o eventi naturali, parla fin da subito di un modo di fare business che spazza via la classica distinzione tra Profit e Non Profit: “Ho fondato la mia azienda – ha raccontato Stefano – perché la logica della multinazionale governata da dogmi finanziari slegati dalla realtà era per me inconcepibile. Fare azienda come fare impresa sociale non può prescindere dall’avere il desiderio di una mission “grande”: che, anche grazie al tuo piccolo contributo, il mondo possa cambiare”.

E grande è la mission che Vincenzo Linarello si è dato fondando nel 2003 il Gruppo GOEL, che conta oggi 10 cooperative sociali, 2 cooperative non sociali, 28 aziende, 2 associazioni di volontariato e 1 fondazione: cambiare la Calabria e liberarla dalla ‘ndrangheta.

“In Calabria la ‘ndrangheta ha elevato la precarietà a sistema di governo – ha spiegato Vincenzo – come mezzo per assoggettare le persone, controllare i voti e, di conseguenza, i flussi di denaro pubblico. Per cambiare questa situazione la denuncia e la lotta personale non sono sufficienti: ci vuole un’alternativa, e occorre lottare insieme. Per questo abbiamo fondato imprese sociali e cooperative sociali, che offrono valori ideali ma anche risposte concrete ai bisogni, e dimostrano che i valori etici non solo sono giusti, ma offrono risposte di sviluppo e prosperità molto più efficaci di quelle della ‘ndrangheta”.

E sono proprio le attività imprenditoriali il mezzo che Goel utilizza per delegittimare la ‘ndrangheta e affermare il principio dell’etica efficace: dall’accoglienza dei minori e dei migranti alle attività sanitarie, fino ad alcune iniziative di successo, che dimostrano l’efficacia dell’alternativa etica alla ‘ndrangheta: Goel Bio, cooperativa agricola di vittime della ‘ndrangheta che da alcuni anni domina il mercato calabrese delle arance contrastando lo sfruttamento degli agricoltori; I viaggi di Goel, tour operator di turismo responsabile che collabora con aziende turistiche che si sono opposte alla ‘ndrangheta per rilanciare il turismo in Calabria; Cangiari, il primo marchio di moda etica made in Italy di fascia alta bio certificato, che ha recuperato l’antichissima tradizione della tessitura a mano calabrese; e Campus Goel, incubatore di start up che sviluppano idee etiche e innovative per la Calabria.

Ma cos’è l’etica?

Il vero problema – ha risposto Stefano Sala – è perché fare le cose giuste, è quale realtà voglio per me, per la mia azienda e per il mio paese. L’etica, perciò, è sempre riferita ad una certa visione della vita, e la mia azienda è un tesoro da custodire, che può contribuire a migliorare la realtà che è intorno e che da essa riceve, e alla quale quindi deve restituire (per esempio pagando le tasse).

L’etica – ha aggiunto Vincenzo Linarello – per essere tale deve anche essere efficace: non basta fare del bene se non si risolvono i problemi, altrimenti si scade in un moralismo conflittuale.

Per vincere la paura occorre innovare

Ascoltando le storie di Vincenzo è sorta, inevitabile, una domanda: hai paura? E come la affronti?

“Noi siamo privilegiati – ci ha spiegato Vincenzo – perché la paura l’abbiamo scelta e la viviamo insieme, reagendo e dando voce alle nostre urla. Con le nostre iniziative imprenditoriali creiamo innovazione sociale, con l’obiettivo di minare quella sensazione di depressione sociale che la ‘ndrangheta vuole instillare nella gente per assoggettarla: ogni volta che la ‘ndrangheta ci colpisce ripartiamo più forti di prima, e questo schiaccia la paura e fa sentire tutti parte di qualcosa di più grande che si può realizzare. Un popolo che spera è un popolo indomabile: la speranza è il vero motore dell’innovazione e del cambiamento!

 

 

 

 

 

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