Come le Non Profit italiane gestiscono i rapporti con i loro donatori?

Indagine DRM
Written by TechSoup Italia on March 30, 2017

I risultati dell’indagine condotta da TechSoup Italia su oltre 400 organizzazioni del Terzo Settore – marzo 2017

TechSoup Italia, il programma di donazione di tecnologia e di promozione della cultura digitale del Terzo Settore, ha invitato le organizzazioni italiane a rispondere a 12 semplici domande per verificare lo “stato dell’arte” in tema di progetti di fundraising nel nostro Paese e comprendere più a fondo le esigenze delle Non Profit in termini di formazione, supporto e aggiornamento tecnologico.

L’indagine ha avuto un ottimo riscontro: oltre 420 organizzazioni hanno risposto alle domande in pochi giorni, testimoniando quindi il grande interesse che il tema del fundraising e della costruzione di progetti strutturati e “digitalizzati” di raccolta fondi riscontra oggi nel Terzo Settore.

Le organizzazioni che hanno partecipato all’indagine, operanti in vari settori, sono prevalentemente di piccole dimensioni, con una media di donatori che va da 10 a 100 in un anno, o che addirittura hanno meno di 10 donatori o non ricevono fondi. Sebbene il numero di organizzazioni rappresentate da questa indagine sia infinitamente più piccolo rispetto al panorama del non profit italiano (oltre 300 mila organizzazioni attive), il nostro campione rispecchia bene l’identità del settore, composto prevalentemente da organizzazioni territoriali di piccole dimensioni.

I dati raccolti confermano la tendenza già evidenziata a livello internazionale dalla ricerca della Association of Fundraising Professionals circa il relativo turn over dei donatori dopo la prima donazione: la metà degli intervistati dichiara infatti che in un anno i nuovi donatori sono circa il 20% (l’Association of Fundraising Professionals rileva che solo il 27% dei donatori rimane fedele all’organizzazione dopo la prima donazione).

RACCOLTA FONDI: PERSONALE E RISORSE ANCORA INSUFFICIENTI

La raccolta fondi è un aspetto ancora marginale dell’attività delle piccole organizzazioni italiane: il 34% degli intervistati dichiara infatti di non avere personale dedicato alla raccolta fondi. Tuttavia, la stessa percentuale dichiara che vorrebbe esplorare nuove metodologie di fundraising, ma non ha le risorse per farlo.

Per quanto riguarda la comunicazione delle non profit legata alla raccolta fondi, quasi la metà delle organizzazioni intervistate non utilizza affatto la pubblicità per le sue campagne né sui canali online né su quelli off line, limitandosi in pochi casi ad eventi dedicati.

Anche l’email marketing è poco utilizzato (il 24% non lo ha mai usato e per il 12% è comunque ritenuto uno strumento fra gli altri).

Il 41% degli intervistati non utilizza per nulla o poco anche il sito web, anche se va meglio per i canali social (prevalentemente la pagina Facebook, seguito a grande distanza da Twitter e YouTube), che per il 40% delle organizzazioni sono ritenuti un mezzo di comunicazione rilevante.

Il 42% dichiara di organizzare solo 1 o 2 campagne promozionali all’anno, e solamente il 3% delle non profit pianifica campagne regolarmente (più di 10 all’anno).

I DONATORI, QUESTI SCONOSCIUTI

Un altro dato rilevante riguarda la conoscenza dei donatori: la maggior parte delle non profit intervistate (il 79%) dichiara di non promuovere indagini o sondaggi per conoscere i propri donatori, anche se il 62% sarebbe interessato a farlo.

Tra gli aspetti da migliorare nella strategia di fundraising, il 52% vorrebbe raggiungere una base di pubblico più ampia, il 31% vorrebbe migliorare ma non sa dove, il 27% vorrebbe suscitare maggior interesse verso il suo pubblico, e il 25% vorrebbe trattenere i donatori dopo la prima donazione.

LE INFORMAZIONI SUI DONATORI SONO IL PRIMO TESORO DELL’ORGANIZZAZIONE

Certamente per rendere più efficace una strategia di fundraising occorre utilizzare gli strumenti giusti, ma prima di tutto è importante raccogliere e utilizzare in modo adeguato le informazioni sui nostri donatori.

Alla domanda “Avete un database di contatti dei donatori?” il 33% dichiara di utilizzare fogli di calcolo tipo Excel, il 26% invece usa le rubriche di contatti email e altri depositi di contatti “impropri” o, addirittura, documenti cartacei (8%), e solo il 15% utilizza software per il CRM.

Quindi, da dove partire?

Scoprilo qui, dove ti raccontiamo cos’è il Donor Relationship Management e quali vantaggi può portare alla tua organizzazione.